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  • La Dama col Liocorno
  • Must Vimercate

Il Divino Raffaello. La Dama col liocorno
29 ottobre – 11 dicembre
MUST Museo del territorio, Vimercate

INGRESSO LIBERO E GRATUITO CON PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA NEI WEEKEND E NEI FESTIVI.

Prenotazioni aperte dal 5 ottobre

La Grande Arte in Brianza è un ciclo di mostre annuali ideato dalla Fondazione Costruiamo il Futuro per offrire a tutti l’emozione della grande arte a due passi da casa.

I promotori


La Fondazione Costruiamo il Futuro opera da vent’anni sul territorio lombardo promuovendo iniziative culturali, progetti di ricerca, formazione per i giovani e attività di beneficenza.


Le Gallerie d’Italia, i musei di Intesa Sanpaolo, sono nel cuore di Milano, Napoli, Torino e Vicenza. Collezioni e mostre sono ospitate in palazzi di pregio, databili tra il XVII e il XIX secolo e oggi restituiti alla collettività con restauri attenti e ambiziosi.

In 3 edizioni abbiamo coinvolto…

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2023 Marco d’Oggiono, La Madonna del Latte

Un capolavoro rinascimentale esposto nella Sala Consiliare del Comune di Oggiono

2024 Caravaggio, Il Narciso

Un capolavoro del barocco italiano esposto a Villa Confalonieri a Merate

2025 Tiziano, Venere che benda Amore

Un capolavoro della tarda produzione di Tiziano esposto a Villa Cusani Confalonieri


Il MUST Museo del territorio è un museo civico gestito dal Comune di Vimercate ed è dedicato alla Brianza-est, l’area posta tra i fiumi Lambro e Adda. Aperto dal 2010, ha sede nell’ala sud della settecentesca Villa Sottocasa nel centro storico di Vimercate e il percorso espositivo si articola in 14 sale disposte su due piani per circa 1000 mq.

COME ARRIVARE

L’Opera

L’opera è riconoscibile con certezza per la prima volta negli inventari della collezione Borghese solo nel fidecommisso del 1833. Rappresenta una fanciulla seduta davanti al parapetto di un loggiato; indossa un abito dal corsetto aderente e ampia scollatura, una collana in maglia d’oro con un pendente ornato da pietre preziose e una perla a goccia. Ha in grembo un piccolo unicorno, simbolo tradizionale di castità.

Fino al 1936 la donna era raffigurata come Santa Caterina d’Alessandria, caratterizzata dal consueto attributo della ruota dentata visibile al posto dell’attuale unicorno; sulle sue spalle un pesante manto modificava il profilo della figura. Le radiografie effettuate in quell’occasione rivelarono al di sotto dell’unicorno la presenza di un cane, animale legato al concetto di fedeltà coniugale.

Riferita in precedenza a scuola di Perugino, a Francesco Granacci o al Ghirlandaio, dopo il restauro la critica è stata in generale concorde sull’attribuzione del dipinto a Raffaello, già proposta da Longhi (1927). Il dipinto è ritenuto opera giovanile dell’artista, variamente datata tra 1506 e 1509; si è anche ipotizzato (Coliva 2006; 2020) che possa trattarsi di un ritratto di Maddalena Doni in qualità di promessa sposa, con una conseguente datazione al 1504-1505.

Progetto Scientifico

A cura di Giovanni Morale, vicedirettore Gallerie d’Italia di Milano

Dopo la prima mostra ad Oggiono su Marco d’Oggiono dell’Ambrosiana del 2023, a Merate dove nel 2024 si è contemplato il Narciso di Caravaggio, proveniente da Palazzo Barberini, e quella dell’anno scorso a Carate Brianza con una delle ultime opere di Tiziano, Venere che benda Amore, quest’anno si giunge a Vimercate con un altro capolavoro proveniente dalle collezioni dei Principi Borghese: la Dama col liocorno di Raffaello.

L’opera è citata negli inventari della Galleria Borghese fin dal 1760 con attribuzioni varie anche perché fino al 1935 il dipinto presentava diverse ridipinture che non facevano emergere la bellezza e la maestria dell’autore. L’opera raffigurava una Santa Caterina di Alessandria con i suoi attributi iconografici la ruota dentata e la palma del martirio. Tali sovrapposizioni di colori ingannarono lo sguardo di eminenti critichi che attribuivano l’opera a Perugino, a Ghirlandaio o ad Andrea del Sarto. Già nel 1916, un ventennio prima della rivelatrice pulitura, Giulio Cantalamessa aveva ipotizzato che fosse Rafaello, ipotesi avallata e confermata da Roberto Longhi nel 1927.

La donna della tavola fino all’inizio del Novecento aveva tra le mani un piccolo cane, simbolo della fedeltà coniugale e coerente per la Sponsa Christi, Caterina. Le radiografie degli anni Trenta del secolo scorso fecero emerge un unicorno (o liocorno), simbolo della purezza verginale. Il dipinto da quel momento fu attribuito unanimemente all’Urbinate e fu posto subito in relazione ad un disegno del Louvre ed emersero forti somiglianze con Maddalena Strozzi, moglie di Angolo Doni.

La datazione è collocabile nel periodo fiorentino di Raffaello ed è tra il 1505 e 1506, prima del suo arrivo a Roma per affrescare la Stanza della Segnatura per Papa Giulio II della Rovere. Il dipinto ha anche una forte influenza con la Gioconda di Leonardo, che Raffaello avrebbe potuto vedere durante il suo soggiorno nel capoluogo fiorentino. Diverse sono le ipotesi su chi potrebbe essere la donna, ma non supportate in modo univoco dalla critica. L’occasione di poter contemplare questo ritratto di Raffaello è anche l’occasione per i visitatori per comprendere e gustare la sua maestria e genialità. Un modo unico per portare anche nei piccoli centri della Penisola un genio indiscusso della Storia dell’Arte italiana e avvicinarsi all’aura di mistero che ha sempre circondato l’allievo di Perugino, che morì prematuramente a soli 37 anni il Venerdì Santo, 6 aprile, del 1520 e a cui fu concesso dal Papa Leone X Medici la sepoltura “imperiale” in Pantheon dove ancor oggi le sue spoglie mortali riposano.

Il catalogo, curato da Giovanni Morale, sarà strutturato con un saggio introduttivo sull’Urbinate e sul capolavoro della Galleria Borghese, a seguire un lavoro inedito di Laura Lepri sul rapporto tra Raffaello e il banchiere Agostino Chigi. Al termine sarà riproposto uno studio di Guicciardo Sassoli sulla fortuna critica di Raffaello negli anni Venti del XX secolo, periodo in cui il dipinto è stato attribuito a Raffaello. La mostra, anche quest’anno, verrà allestita dall’arch. Dario Curatolo, e presenterà a corredo dei visitatori le tappe fondamentali della lunghissima vita di Raffaello. In collaborazione con Civita Mostre e Musei si struttureranno percorsi didattici per le scuole. Una impotente schiera di volontari permetterà ai visitatori di entrare nell’opera e cogliere la vertigine del Divino pittore.

Luogo Espositivo

Il MUST Museo del territorio è un museo civico gestito dal Comune di Vimercate ed è dedicato alla Brianza-est, l’area posta tra i fiumi Lambro e Adda. Aperto dal 2010, ha sede nell’ala sud della settecentesca Villa Sottocasa nel centro storico di Vimercate e il percorso espositivo si articola in 14 sale disposte su due piani per circa 1000 mq.

Il museo raccoglie, cataloga, conserva, espone testimonianze culturali – dai reperti ai beni storico-artistici, dai video alle tradizioni orali – per tessere una narrazione evocativa e scientificamente valida del nostro passato.

Il museo è socio di: ICOM International Council of Museums e fa parte del circuito Abbonamento Musei Lombardia. Dal 2014 il MUST è ufficialmente accreditato da Regione Lombardia.

La villa Sottocasa, sede del museo, emerge con la sua massiccia eleganza nel centro storico di Vimercate. Alle spalle è circondata dal grande parco omonimo esteso per oltre sei ettari, mentre, sul fronte, dal parco Trotti. Fu costruita negli ultimi decenni del XVIII secolo sul luogo di una precedente residenza cinquecentesca appartenuta alla famiglia Sfondrati. Nel corso dei secoli, mantenne attraverso diversi passaggi di proprietà la sua funzione di dimora di campagna di famiglie dell’aristocrazia milanese. Il gusto neoclassico della seconda metà del Settecento, che tanta fortuna ebbe nel nostro territorio, diede alla villa le sue attuali architetture monumentali, sobrie ed eleganti.

Nel 1860 la villa fu acquistata dai fratelli Ponti di Gallarate, rampolli di una delle maggiori dinastie cotoniere della prima industrializzazione italiana, divenendo dal 1865 la residenza del cav. ing. Luigi Ponti e di sua moglie, la contessa Elisabetta Sottocasa. I coniugi Ponti realizzarono importanti opere edilizie, tra cui le scuderie ed il maneggio coperto in stile neogotico. Alla morte senza figli dei coniugi, la villa passò in eredità ai conti Sottocasa, cui si deve l’attuale denominazione. Negli anni Sessanta del Novecento, il Comune di Vimercate acquisì l’antico frutteto, diviso dal complesso dalla via Vittorio Emanuele, allo scopo di incrementare la superficie di parco Trotti. Pochi decenni più tardi, agli inizi degli anni Ottanta, venne acquistata circa la metà del parco Sottocasa che, dopo interventi di manutenzione e la realizzazione di percorsi e viali, fu aperto al pubblico.

Infine, nel 2001 l’Amministrazione comunale ha acquisito l’ala sud ed il corpo centrale della villa con l’annesso giardino all’inglese, dando l’avvio al progetto di recupero dell’intero sistema di villa Sottocasa come complesso villa-giardino-parco nella sua inscindibile unitarietà.

Progetto Espositivo

A cura di Dario Curatolo, Studio dca

Il nuovo allestimento della Dama con liocorno è concepito come uno spazio unitario e simbolico, assimilabile a un tempio contemporaneo capace di tradurre in forma architettonica la dimensione sospesa e raccolta del dipinto. L’intervento mira a ricreare l’atmosfera del loggiato raffigurato, trasformando l’avvicinamento del visitatore in un’esperienza progressiva e contemplativa.

Lo spazio si organizza attorno all’idea di innalzamento e centralità dell’opera: il percorso visivo conduce gradualmente verso il dipinto, enfatizzandone il valore. Le colonne già presenti nella sala assumono il ruolo di quinte che incorniciano l’opera, mentre una sequenza fitta di pilastrini ne suggerisce la prosecuzione, evocando un loggiato continuo.

Questo dispositivo architettonico comprime e concentra lo spazio, orientando lo sguardo e predisponendo il visitatore a un rapporto più intimo con il quadro. La copertura superiore integra l’illuminazione e si piega generando un pannello che oscura la finestra frontale, permettendo un controllo preciso della luce naturale.

Il pannello contribuisce anche a definire un limite netto dello spazio espositivo, rafforzandone la dimensione quasi sacrale. Nel complesso, l’allestimento costruisce un ambiente coerente e immersivo, in cui architettura e opera dialogano strettamente, guidando il visitatore in un percorso percettivo e simbolico.

Prossimi eventi e iniziative

8 Dicembre 2025
|
Villa Cusani Confalonieri, Carate Brianza (MB)

Evento di chiusura della mostra “L’ultimo Tiziano. Venere che benda Amore”

21 Novembre 2025
|
CineTeatro L’Agorà, Via Amedeo Colombo 2, Carate Brianza (MB)

Cieco o veggente? Vorrei sapere insomma che cosa sia l’amore

18 Novembre 2024
|
Auditorium “Mary Ward” del Collegio Villoresi (Ex Istituto delle Dame Inglesi), Merate (LC)

“Narcisismo. Fuga da sé” un incontro tra arte, scienza e spiritualità

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